Bio
Lavoro dove un’immagine diventa esperienza.
Sono nato a Roma nel 1985, da Gianni Giansanti e Anna Magliocchetti. Mio padre era un fotografo. Io, nel tempo, ho preso altre strade, ma le immagini sono rimaste una presenza costante.
Ho cominciato nel suo studio, Immaginazione, producendo e montando video tra reportage, suoni e primi esperimenti digitali.
Poi è arrivato il teatro, che per circa dieci anni è stato una parte importante della mia vita. All’Argot, con Tiziano e Maurizio Panici, ho lavorato a scenografie digitali, proiezioni e videomapping: immagini che dovevano abitare uno spazio e stare in scena insieme agli attori.
Dopo anni passati a proiettarle, ho voluto entrarci dentro. Quando sono arrivati i primi Oculus Rift, avevo in testa una cosa molto precisa: camminare nella Notte stellata di Van Gogh. Un desiderio abbastanza semplice da raccontare, un po’ meno da realizzare.
Nel 2014 ho fondato Oniride con Mitchell Broner Squire e Fabio Morgan. Facevamo realtà virtuale e aumentata quando quasi nessuno aveva mai indossato un visore, e abbiamo lavorato con il MAXXI e l’UNESCO come con Samsung, Nissan ed ENEL. La Notte stellata è rimasta a lungo un esperimento, finché non è entrata nelle mostre di Grande Exhibitions. Nel 2020 Oniride è stata acquisita da DM Cultura.
Oggi insegno e coordino il corso di Applicazioni digitali per le Arti visive all’Istituto Pantheon Design & Technology. Mi occupo di intelligenza artificiale, design e programmazione creativa. Costruisco cose, faccio esperimenti e porto questo lavoro in aula, dove le domande degli studenti hanno il vantaggio di rimettere in discussione anche quello che pensavo di aver capito.
A guardarlo da qui, il percorso tiene insieme fotografia, teatro, mondi virtuali e codice. Mentre lo facevo, naturalmente, era molto meno ordinato.